Marta Dore

Marta Dore

Giornalista professionista, mi sono occupata di salute, cultura, migrazione. Sono stata caporedattrice di Jack, il 'cugino' tecnologico di Focus; ho scritto inchieste e realizzato reportage, anche da free lance.

A 46 anni, mentre pedalavo sotto il sole dopo aver portato una borsa di vestiti in un centro di accoglienza per richiedenti asilo, ho avuto una folgorazione: mi sarei iscritta di nuovo all'università per studiare antropologia. Incontrare questa disciplina mi ha aperto lo sguardo allo stupore e ha cambiato il mio punto di vista sulle cose del mondo.

Ho iniziato a lavorare come responsabile della comunicazione e del coordinamento dei progetti per NoWalls, un'associazione che si occupa di inclusione delle persone migranti a Milano. Ho anche tenuto corsi di scrittura efficace e di pensiero laterale nelle aziende. Ho insegnato italiano e storia in un istituto professionale: l'esperienza più antropologica della mia vita.

Ora con Lucrezio sono tornata alle origini: caporedattrice di un progetto editoriale che mi ha entusiasmato fin da quando era solo un'idea.

La meraviglia per me è seguire le proprie intuizioni e scoprire che avevi ragione, è il potere creativo delle parole usate bene, è risuonare con le altre persone, anche - e meglio - se diverse da me. È non avere paura di cambiare.

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