È il senso più antico, più universale e più trascurato che abbiamo: il tatto. Un linguaggio fatto di abbracci, carezze, strette di mano, ma anche di distanze, pudori, timori. Un senso che plasma lo sviluppo dei bambini, regola le nostre relazioni, sostiene il nostro benessere emotivo e che, paradossalmente, nella società ipertecnologica e digitale in cui viviamo… stiamo perdendo di vista. Per capire perché il tatto sia molto più di un semplice senso, perché la nostra pelle “pensi”, comunichi, ricordi e cosa accade quando questo linguaggio si interrompe, al “Gomitolo Atomico” oggi c’è la neurobiologa e giornalista scientifica al Karolinska Institute di Stoccolma Marta Paterlini.