Sono nato nel 1965 a Milano e ho sempre sognato di diventare giornalista sportivo. Ci sono riuscito: ho lavorato per quasi 40 anni alla Gazzetta dello Sport.
Per me la meraviglia è una pallina che entra in buca, una rovesciata in mezzo all’area di rigore, la retina del canestro che fa ciuff, un rovescio a una mano sola che corre lungo la linea, un disco che muove la rete, è la velocità di uno sci sulla neve. La meraviglia è raggiungere il traguardo, vedere ogni giorno che l’essere umano non ha limiti, che c’è sempre un centimetro in più - o una frazione di secondo in meno - da conquistare.